Verso la luce

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Carla Crosio

Carla Crosio, nata a Vercelli, già docente nelle Accademie di Belle Arti di Brera, Firenze, Carrara, Bologna, è attualmente docente di tecniche per la scultura a Frosinone e presidente di StudioDieci (not for profit citygallery, Vercelli). Innumerevoli i simposi internazionali di scultura in marmo, neve, ghiaccio, legno, pietra. I suoi lavori sono in collezioni pubbliche in Italia, Francia, Austria, Finlandia, Norvegia, Repubblica Ceca, Stati Uniti, Cina. Molti poi i monumenti pubblici sul territorio vercellese tra cui la Via della Croce (1999) nel comune di Curino, in provincia di Biella, la prima via della croce a carattere monumentale progettata con don Luigi Longhi, parroco della chiesa di San Pietro all’Aravecchia di Vercelli. Insignita con il “Vercellese dell’anno” nel 2005, nel 2015 è nominata dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano “Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana” per meriti artistici. Moltissimi anche gli eventi collaterali alla Biennale di Venezia e gli scambi culturali con Giappone / Accademie di Frosinone, Hiroshima e Tokio, Accademia di Frosinone, con la Grecia. Recentissimo il progetto “Semi di pace”, installazione permanente nel ring park della città di Chengdu nella provincia del Sichuan in Cina, inserita nel padiglione Italia in occasione Expo Central China (31 maggio - 2 giugno 2024).

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Carla Crosio

Verso la luce

dal 30 giugno 2024 al 30 novembre 2024
Si partirà dal buio, dal buio che avvolge la prima installazione, l’ombra pericolosa, inserita nella suggestiva sala della colonna (300 mq di rete metallica in plastica riciclata). Un’ombra incombente, minacciosa. E’ il demone di massacri religiosi, il disegno di guerre sanguinose, persecuzioni, flagelli, lotte intestine che, nei secoli, hanno accompagnato la storia del mondo. Pericoli e minacce incombenti che hanno sempre gravato sull’uomo e che spesso sono stati scongiurati miracolosamente come lo è sempre il miracolo che fa passare l’uomo dal peccato alla salvezza, dalle tenebre alla luce. Ma come si arriva alla luce? Attraversando le ombre pericolose della vita e, pur con le naturali paure e disperazioni che ci assalgono, cercando di dare un senso all’esistere, guardando in alto, a quelle stelle che l’ombra nasconde ma che, tremule, cercano di raggiungerci con la loro luce ma soprattutto cercando la bellezza. In una parola guardando la bellezza che trasuda dall’intero complesso abbaziale medioevale, severo e concreto nelle sue linee architettoniche cistercensi, per poi esplodere in tutta la sua magnificente e seducente maestosità nell’architettura della chiesa barocca intitolata a Santa Maria Assunta che tra pochi mesi accoglierà il cantiere per i restauri interni.
Chiude il percorso dell’installazione posta lungo la navata centrale (materiale polimaterico, luce e sonoro) il lavoro che celebra, con una ‘calda’ luminosa coperta in marmo bianco di Carrara cucita con fragili fili di lana, la fede raggiunta o ritrovata. Accompagna infine chi sale sul campanile abbaziale un desolato scarto di creazione (gancio per macelleria, lana, lunghezza m 15). Solitario, pendulo, abbandonato a far misera memoria di sé, un lungo sottile filamento appartenuto ad un corpo, ma subito ripudiato in quanto superfluo, resta lì, immobile agganciato ad un sottile perfido crudele gancio d’acciaio.