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03 apr

Apparecchiare la tavola di Natale

Una tavola di Natale  apparecchiata con piatti antichi, anche misti, giocando sugli accordi cromatici che seguono le inclinazioni dei nostri sentimenti.

Il Natale rappresenta il momento dell’anno in cui è bello dedicare il tempo ad apparecchiare la tavola, invitando i commensali a indugiare su un dettaglio decorativo, suggerire racconti, celebrare il valore dei pensieri lievi. L'utilizzo di un oggetto antico, ben oltre una sua funzione estetica, concede la possibilità di aprire le porte al dialogo sui propri antenati, perché parlare di loro grazie a una zuppiera centrotavola o a un servizio fine Ottocento può aprire un varco nel tempo, sospendendolo e dilatandolo, e diventare momento narrativo condiviso.

In quest’ottica la tavola di Natale è una cornice poetica: il dialogo trova spunto da quei decori che fanno capolino come attori secondari eppure tanto impressivi e scenografici.

Piattini, piccole lattiere come porta mazzolini, mini zuccheriere come porta salse, una poesia scritta a mano fermata da un segnaposto in argento sono attrazioni visive, scorci di emozioni, soggetti in miniatura che raccontano storie in un'atmosfera antica e romanzata. La tavola di NataleVintage diventa una pagina su cui scrivere la storia dei nostri pranzi di famiglia e intorno a essa nascono racconti, ricordi, suggestioni.

Allestita con piatti anche spaiati provenienti dai servizi giunti fino a noi da oltre cent’anni, la tavola di Natale Vintage è un'esperienza sentimentale e anche un po’ spirituale.

Questo table set per la tavola di Natale in stile vintage che vi propongo è dedicato a un grande complesso abbaziale cistercense situato in Piemonte in provincia di Vercelli. Visitare il Principato di Lucedio significa immergersi in un’aura di luce mistica e lasciarsi avvolgere in un silenzio che sa di Medioevo e regole cistercensi. Storia millenaria e vita monastica, tra epoche di assedi e tempi di preghiera, lavoro nei campi e canti religiosi.

Paesaggi di campagna, fiori, salici piangenti, cavalli, pagode, ruscelli, contadini e cavalieri.
L'iconografia dei piatti vintage rimanda alla sceneggiatura di un film immaginario in cui castelli, vita campestre, campi di fieno, ritratti e stazioni di posta si alternano tra bordi fioriti e colori brillanti.

Per ricreare un’atmosfera magica e antica, ma anche intensa e profonda sulla tavola di Natale, il mio invito è seguire l’intuito di un’ispirazione interiore, cercando in silenzio nel proprio immaginario la storia che vogliamo scrivere. Occorre sempre un filo conduttore per innescare la narrazione. Un motivo che definisca uno stile, in una fantasia floreale, in un tema iconografico, in un dettaglio di decoro, in una tonalità. In questo modo, i piatti uno accanto all'altro, delineano una sorta di melodia a più voci, un'alchimia di sensazioni che attinge al passato, diffondendo un senso estetico capace di creare armonia e unicità.

Perché non sono soltanto piatti antichi, sono tasselli della nostra storia e a cui ora concediamo un nuovo destino. Una nuova parte da recitare sul palcoscenico delle nostre feste, in cui gli oggetti del passato diventano nuovi  protagonisti del nostro quotidiano.

Sentirsi immersi nella storia che ci appartiene è il filo che connota questa tavola di Natale, sentimentale, letteraria e poetica.